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Nadir

Nadir — il nostro software di elaborazione

I tuoi dati non escono di qui

Nadir è il programma con cui gli scatti diventano ortofoto, modelli del terreno e mappe di temperatura. Gira su macchine nostre: nessun caricamento su servizi di terzi, nessun abbonamento a piattaforme estere, nessuna copia dei tuoi rilievi su un server di cui non sappiamo niente. È nato perché due lavorazioni che contano — la termica e i veicoli in mezzo al campo — la filiera standard le lasciava sul tavolo.

La correzione che cambia una perizia

L'utility termica ufficiale DJI vuole sapere a che distanza sei dal bersaglio. Se non gliela dici, usa 5 metri. Ma un tetto lo riprendi da ottanta. Misurato sui nostri scatti:

Circa 2,4 gradi di errore sistematico, sempre nella stessa direzione. Su una termografia è la differenza fra «a posto» e «sta scaldando». Nadir legge la quota scritta nei metadati di ogni singolo scatto e la passa come distanza, fotogramma per fotogramma.

Distanza impostataTemperatura media
5 mdistanza predefinita13,78 °C
25 m13,14 °C
100 m11,39 °C
300 msatura: uguale a 100 m11,39 °C

Che cosa fa, in concreto

Temperature corrette scatto per scatto

La distanza non è un valore fisso impostato una volta: viene dalla quota di ogni fotogramma. Con l'emissività e l'umidità dichiarate nella relazione, non lasciate ai valori di fabbrica.

Veicoli tolti a lavoro finito

Mascherare le singole foto non basta: se il rilevatore perde l'auto anche solo in due scatti, quella resta nel modello. Nadir la individua sull'ortofoto già costruita, ricostruisce il terreno sotto e rigenera modello e ortofoto.

Nessuna rimozione automatica cieca

Le sagome individuate si confermano o si scartano una per una, a mano, e solo dopo vengono applicate. Un'auto tolta per sbaglio è un buco nel terreno consegnato.

Il volo si controlla prima di elaborare

Scatti mancanti, quote fuori posto, sovrapposizioni insufficienti: si vedono prima di far girare otto ore di calcolo, non dopo.

Un rapporto che elenca come è stato ottenuto il dato

Parametri, condizioni, limiti. È il foglio che allega il tecnico quando qualcuno gli chiede conto di un numero.

Modelli 3D navigabili

Oltre a nuvola di punti e mesh, la resa a gaussiane: un modello che si gira nel browser senza installare niente, utile per far vedere il lavoro a chi non apre un CAD.

Le schermate del programma

Prima il programma: la coda dei lavori e la catena di elaborazione, con i tempi di ogni passaggio. Poi che aspetto ha un'ispezione finita — il modello dice dove guardare, lo scatto ravvicinato dice che cosa c'è. Le due cose lavorano in coppia: senza la prima non sai dove andare, senza la seconda non hai la prova.

La coda dei lavori

Ogni riga è un volo: ricetta di elaborazione, numero di scatti, dettaglio a terra, stato e durata. Si legge in due secondi che cosa sta girando, che cosa aspetta una conferma a mano e che cosa si è fermato — nella schermata, la risaia ferma perché mancano 14 scatti. Un lavoro che si blocca lo si scopre qui, non il giorno della consegna.

La catena di elaborazione

In basso i passaggi in fila, ognuno col suo tempo: controllo del volo, caricamento, punti notevoli, orientamento, profondità, e poi nuvola, modelli del terreno, ortofoto, termica. A destra i parametri letti dagli scatti, non digitati a mano — e in fondo la riga che conta: accuratezza «dichiarabile: no — da misurare», perché senza punti di appoggio a terra un numero di precisione non si scrive.

Sostegno di linea ad alta tensione

Ogni isolatore controllato e segnato. Quello in alto a destra scalda 18,6 gradi più dei suoi gemelli sulla stessa catena: è così che un isolatore che sta cedendo si fa trovare, perché a occhio non si vede.

Lo stesso isolatore, da vicino

Vetro integro, cappelli senza corrosione, nessuna traccia di scarica. Il difetto c'è lo stesso ed è elettrico: solo la termica lo tira fuori. È il motivo per cui un'ispezione fatta con la sola fotocamera lo avrebbe dichiarato a posto.

Una copertura con i fori

Sei fori nel manto su 268 m² di copertura: coppi mancanti, cioè acqua che entra dritta sull'orditura. Dal cortile non se ne vede nemmeno uno. Il perito allega un'immagine in scala, datata e georiferita, invece di una descrizione a parole.

La stessa copertura, da vicino

Il manto ceduto, i coppi scomposti e la vegetazione cresciuta fra i corsi. È la differenza fra un preventivo di rifacimento e uno di intervento puntuale — e si stabilisce con diciannove minuti di volo, senza ponteggio e senza mandare nessuno sopra.

L'intradosso di un viadotto

Il gimbal punta a +70° e riprende sotto l'impalcato: colature verticali che scendono dal giunto e macchie diffuse sul solettone. Nessun ponteggio, nessun by-bridge, nessuna corsia chiusa, trentun minuti di volo.

La percolazione da vicino

A sinistra la traccia scura continua, a destra il calcestruzzo asciutto a due metri. È il confronto che dice se la percolazione è attiva oggi o è il ricordo di una vecchia perdita.

Una lesione, e quello che non possiamo ancora dire

Lesione verticale beante, con i lembi sfalsati, ripresa a due decimi di millimetro per pixel. Nel riquadro dei valori c'è scritto il limite: l'apertura oggi si misura, la sua evoluzione no — per quella serve un secondo rilievo. Una lesione si giudica su due date, non su una foto.

Le schermate mostrano l’interfaccia di Nadir in costruzione. L’elaborazione e le correzioni descritte qui sopra sono in uso; la veste grafica è quella che stiamo finendo.

Che cosa c'è sotto, detto chiaro

Il motore di fotogrammetria non è nostro ed è giusto saperlo: è OpenDroneMap, software libero costruito in una decina d'anni da una comunità internazionale, con sotto COLMAP e OpenMVS. La parte radiometrica della termica è l'SDK ufficiale DJI. Quello che abbiamo scritto noi è lo strato sopra: l'automazione, le correzioni qui accanto, i controlli e la consegna. Lo diciamo perché un motore pubblico e verificabile da chiunque è una garanzia in più, non una in meno: chi vuole, controlla.

E quello che non dichiariamo

Non dichiariamo un'accuratezza di Nadir, perché non l'abbiamo ancora misurata su punti di controllo rilevati a terra. Finché quel numero non esiste, sui lavori dove l'accuratezza va scritta in una relazione ci si appoggia a una filiera già validata, e lo diciamo prima del preventivo. Vale la regola di sempre: nessun numero dichiarato senza una misura che lo dimostri.

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